SONDAGGIO : "MIGLIOR RACCONTO" (4° Prova House)Ulteriori 10 punti saranno assegnati in base ai voti che riceverete dagli utenti nel sondaggio.
Alcune regole per la votazione nel sondaggio:
- Tutti gli utenti del forum staff compreso potranno votare;
- E' necessario confermare il voto con un post;
- Non è possibile autovotarsi;
- Il racconto che si classificherà al primo posto, porterà alla sua house ulteriori 10 punti.
- Le votazioni si terranno fino al 10 Febbraio 2009;
Qui di seguito potrete leggere i racconti pubblicati dalle nostre utenti. Sono bellissimi e meritano di essere letti da tutti^^!
Buona Fortuna!!
URANUS HOUSEOdango_Atama UN INCONTRO INASPETTATO.E’ una calda mattina di giugno e il sole splende sul parco Ichinoashi. Piccioni e coppiette tubano intorno a me, e forse si chiedono cosa cavolo ci faccio qui, sola e inferocita come una tigre a cui hanno pestato la coda, a disturbare la loro idilliaca atmosfera con i miei mugugni. Stamattina Michiru è andata a nuotare in piscina, per rilassarsi dopo il concerto di ieri. Mi ha chiesto di accompagnarla, ma io ho rifiutato: sono ancora scossa dalla scena che ho visto ieri sera, in camerino, e ho bisogno di stare da sola per sbollire la rabbia.
Quella scena mi torna in mente in continuazione: io che apro la porta e lo trovo con le mani a un centimetro dal collo di lei, quel collo liscio e sottile che solo io posso sfiorare, e che lei gli porge con ingenuità sollevando i capelli verde mare. Non oso nemmeno pensare a quel che sarebbe potuto succedere se avessi ritardato la mia entrata di un solo istante. E ha anche osato presentarsi come se niente fosse, quel broccolo in giacca rossa.
“Ciao, io sono Kou Seiya! Piacere di conoscerti!”
“Haruka Tenou. Piacere mio.”Sì, come no. Al ricordo stringo i denti fino a farli stridere e i pugni fino a piantarmi le unghie nei palmi. Se l’avessi sottomano adesso, giuro che lo pesterei a morte.
“Ehi, tu! Fermati, per favore!”
Oh, no. No. Non ci posso credere. Parli del demone, e spunta la coda: la coda di cavallo, in questo caso. Mi volto ed eccolo lì, il mio nemico numero uno. Mi corre incontro, salutandomi allegramente. Mi raggiunge e appoggia le mani sulle ginocchia, trafelato per la corsa.
“Ciao, Haruka. Cercavo proprio te, lo sai? Volevo parlarti di ieri sera.”
Toh, che coincidenza. Avrei anch’io due o tre cosette da dirti in proposito.
“Sai, Michiru, la tua ragazza, è davvero fantastica. E’ bella, spiritosa…”
Tutte cose che so già. Questo non vuol dire che tu abbia il diritto di dirle, arrogante ragazzino vestito in modo eccentrico. Si può sapere dove vuoi arrivare?
“…è una violinista straordinaria, è sexy e io…”
Tu un bel niente. Hai appena firmato la tua condanna a morte. Al diavolo l’identità segreta: mi trasformo qui davanti e tutti, e poi vedremo se avrai ancora voglia di fare lo spiritoso, con un bel
World Shaking dritto in mezzo alle chiappe.
“…volevo chiederti scusa per averci provato con lei.”
Uh? Mi fermo con la mano destra infilata nella tasca interna del giubbotto senza maniche, stretta attorno alla penna di trasformazione, e un’espressione ebete sul volto. Non posso guardarmi in uno specchio, ma so che è così, perché i muscoli della faccia mi tirano in modo innaturale. Il galletto con la coda di cavallo mi sta dicendo l’ultima cosa che mi sarei aspettata di sentire da lui.
“Se avessi saputo che era la tua ragazza non ci avrei mai provato, sul serio” continua. “Cioè, non che io sia riuscito a provarci, vista la tua entrata improvvisa in camerino… Ma non sarebbe comunque successo nulla” si affretta ad aggiungere, udendo le nocche della mia mano sinistra crocchiare in modo inquietante. “Oh, insomma, è stato tutto un equivoco. Non ci stavo provando davvero e non l’avrei comunque fatto se avessi saputo che era impegnata con te. Non era mia intenzione ferire i tuoi sentimenti. Amici come prima?”
Amici come quando mai, penso io. Ma lui, fiducioso come un bambino, tende la mano destra e sfodera un sorriso luminoso come un raggio di sole. Comincio a capire perché tante ragazzine gli sbavano dietro: non è il mio tipo, ovviamente, ma ammetto che ci sa fare. Mio malgrado, mi sforzo di stringergli la mano, anche perché temo sia l’unico modo per togliermelo di torno.
“Sono contento di aver risolto la faccenda. Mi sarebbe dispiaciuto perdere un’amicizia per una stupida incomprensione.” Amicizia? Alzo gli occhi al cielo: ora le ho sentite tutte. “Adesso devo scappare, ma spero ci rivedremo presto. Ciao!” Detto questo, corre via. Poi, a distanza di sicurezza, si ferma, si volta e, ammiccando maliziosamente, dice: “Dimenticavo: salutami Michiru!”
Mi torna la voglia di strozzarlo, ma allo stesso tempo non riesco a trattenere un sorriso. Forse non è un cattivo ragazzo, dopotutto. E’ un furbetto arrogante, certo, ma mi sembra un tipo onesto. Non credo saremo mai amici, ma cercherò di non essere eccessivamente scortese con lui la prossima volta che lo incontrerò. Purché non ci provi più con Michiru, sia chiaro: in caso contrario, la furia di Urano si abbatterà su di lui, e allora desidererà non avermi mai incontrato.
Senza accorgermene, mi ritrovo sulla strada per la piscina, fischiettando. Incredibile, il buon umore che può nascere da un incontro inaspettato.
UN INCONTRO INASPETTATO © fanfic di Odango_Atama per Outer Senshi Italian Forum
hachi1Era una calda giornata di sole e aveva deciso di fare un giro in moto per passare un pomeriggio diverso dal solito,lontana dai combattimenti,dai problemi …
“Avrei preferito che ci fosse anche Michiru, ma aveva il corso d’arte e m’ha detto che mi avrebbe raggiunta,qui al mare.Non sembra possibile che ci sia qualcuno che voglia distruggere il nostro mondo.”
Si era fermata a guardare il mare da una veduta collinare,l’acqua era blu,il sole rifletteva i suoi caldi raggi su quello specchio d’acqua meravigliosamente calmo.
“E io non riesco a vedere che lei … la mia Michiru.”
Un gruppo di ragazzi poco lontano attirò l’attenzione di Haruka,che avvicinatasi si era accorta che stavano maltrattando un cagnolino
“Ehi…fermatevi!”urlò, avvicinandosi.
“Ma che vuoi damerino!”Rispose un ragazzo che indossava una divisa scolastica sbottonata davanti.
Haruka guardò il ragazzo e sorrise”Sei un teppistello,ti consiglio di lasciar andare quel cagnolino.”
Immediatamente gli altri ragazzi del gruppo accerchiarono Haruka,erano armati di catene e bastoni,il cane mugolava sofferente“Siete delle bestie!”Il capo del gruppo rise“Ti distruggeremo ragazzino.”Subito si avventò sulla ragazza,che riuscì ad evitarlo con estrema facilità,ma non lo colpì.“Non vale la pena sporcarsi le mani con te.”E tutti attaccarono Haruka,che con vari movimenti riuscì ad evitare elegantemente tutti i colpi,finchè in due la presero alle spalle bloccandola!“Adesso non ridi più...”E il ragazzo diede un pugno in pieno viso alla ragazza,rompendole il labbro,che cominciò a sanguinare;la colpì di nuovo,strappandole la giacca e vedendo che quel ragazzo era in realtà una ragazza.”Bene bene…allora ci divertiremo adesso”subito dopo diede un calcio al cagnolino,tra le risate generali.
Haruka sentiva il sangue ribollire nelle sue vene,si chiedeva se valeva la pena combattere per un mondo dove vivono ragazzini che non rispettano la vita altrui e capaci di maltrattare un povero cagnolino,abbassò lo sguardò,sentì il cane mugolare mentre gli altri ridevano.Arrivò correndo verso il gruppo un bambino in lacrime che chiedeva di lasciare stare il suo cagnolino
“Sparisci mostriciattolo!”Disse il capogruppo spingendolo via.
“Maledetti!”Haruka si liberò dalla presa e subito stese con un calcio i teppisti che la tenevano ferma,per andare decisa verso il il capo
“Cosa pensi di…”Non riuscì a finire la frase che venne raggiunto da un pugno che lo fece accasciare,Haruka andò verso il cagnolino,lo prese in braccio,il cucciolo per ringraziarla le leccò il viso e subito saltò giù per correre tra le braccia del padroncino che passò dal pianto alla felicità assoluta.
“Sì,vale la pena combattere per salvare la terra,per vedere il sorriso di un bambino!”
In quello istante arrivò Michiru,che vedendola sanguinare, la raggiunse di corsa
“Cos’è successo?”Chiese pulendole il labbro con un fazzoletto.
“Niente tesoro,ho salvato il mondo” rispose Haruka baciandola.
strega ale © Un'incontro speciale per HelesEra una giornata molto fredda. Heles e Milena si erano sedute in un bar.
Milena: Oggi e una giornata molto fredda vero?
Heles: Già!
Milena: Che ne dici di prenderci un tè caldo?
Heles: Preferisco prendere un caffè se non ti dispiace.
Milena: Come vuoi…
Ordinarono il tè e il caffè caldo e una volta finito di bere il tè Milena disse a Heles che si doveva dirigere verso il bagno, Heles annui e Milena se ne andò lasciandola sola. Mentre finiva di bere il caffè vide un’ombra fuori dalla finestra e in qualche maniera Heles ne fu talmente attratta da uscire fuori dal bar senza dire niente a nessuno.Milena quando tornò al tavolo non vide Heles e chiese informazioni alla cameriera per sapere dove fosse finita la sua amica e lei rispose ke era uscita.Milena senza perdere un secondo, dopo aver pagato il conto, uscì a cercare Heles.Nel frattempo quest’ultima senza rendersene conto era finita al porto.Non capiva come c’era finita poi ad un tratto….
…: Finalmente sei arrivata… non sai da quanto ti aspetto…
Heles: Chi sei e che vuoi da me?
…: Come chi sono? Non ti ricordi più di me?
Heles: Senti dimmi chi sei o giuro che ti finisce male!
…: Sta calma non ho intenzione di farti del male…
Heles: Non l’ho pensato ma ora che lo hai detto mi hai fatto venire l’idea….
…: Scontrosa come sempre vero?
Heles: Ora basta mi sto stufando! Mi dici chi diavolo sei?
…: Come vuoi tu!
La ragazza apparve dal nulla e Heles alla sua vista rimase paralizzata. L’aveva riconosciuta, quella donna così elegante ma piena di forza era la regina del pianeta Urano, era la sua regina. Heles da prima non disse nulla ma poi si prese di coraggio e subito si chinò davanti a lei baciandole la mano.In quello stesso istante Milena la vide e piena di rabbia andò da lei a chiederle delle spiegazioni:
Milena: Mi spieghi chi diavolo è questa?
Heles: Aspetta Milena non è come credi lei è…
Milena: Non mi interessa chi è adiamocene subito.
Regina di Urano: Ahahah… io credevo che tra le due la più gelosa fosse Heles ahahah
Milena: Come?
Heles: Milena ti presento la regina di Urano.
Milena: Cosa? O cavol… ehm… mi scusi tanto non ne avevo la minima idea.
R.U.: Non ti preoccupare comunque mia cara Heles il fatto per cui io sono venuta qui e che volevo darti una cosa …
Heles: e cosa?
La regina si avvicinò a lei e le diede qualcosa in mano
R.U:ora purtroppo devo lasciarti il mio tempo sulla terra è scaduto speravo di restare di più ma non mi è possibile…
Heles: Cosa di già?
R.U: Si mi dispiace tanto ma un giorno ci rivedremo, te lo prometto!
Heles: Aspetterò!
Così la regina sotto gli occhi di Heles e Milena si dileguò.
Milena vide che Heles teneva qualcosa in mano ma vedendola un po’ triste evitò di chiederle che cosa fosse, così dandole un bacio anche loro se ne andarono per la loro strada!
WindGirlQuella situazione non era proprio sopportabile, Michiru le aveva chiesto di accompagnarla a quel ricevimento pieno di gente rileccata e sofisticata e lei non aveva saputo dire di no, come poteva negare un piacere alla ragazza più affascinante del mondo?
Ora però era costretta a soffrire guardando la sua bella Michiru circondata da ragazzi in smoking che la corteggiavano spudoratamente e si vantavano delle loro macchine, dei loro viaggi per il mondo, del profitto delle loro imprese. A Michiru non potevano piacere persone così, assolutamente no, però stava ad ascoltare fingendo interesse, o almeno così Haruka sperava!
Haruka aveva bisogno di un po' d'aria pura, tutta la falsità di quelle persone stava inquinando l'intero salone. Si congedò con uno rapidissimo "Scusate, torno subito" e si avviò alla terrazza lasciandosi alle spalle il gruppetto di uomini che nemmeno si accorsero di nulla impegnati come erano a flirtare con Michiru.
Non appena fu fuori Haruka tirò un bel sospiro di sollievo, finalmente libera, un attimo di più in mezzo a quella gente e avrebbe combinato un'altra delle sue. Avrebbe risposto male a qualcuno, male come solo lei sapeva fare e Michiru non l'avrebbe perdonata questa volta. Prima di partire da casa Michi le aveva chiesto esplicitamente di comportarsi bene e di non farla sfigurare perchè da quella serata sarebbe dipesa la sua carriera come musicista. E quando Michiru chiede qualcosa con quei suoi occhioni dello stesso colore del mare Haruka non può che ubbidire.
Anche quei capelli troppo ordinati li stava sopportando solo per Michi, scosse la testa con un movimento brusco e qualche ciuffo dorato andò fuori posto... ora sì che stava meglio, si poggiò al parapetto e si perse tra i suoi pensieri.
Si immaginò di essere in sella alla suo moto e sfrecciare nello stradone del lungomare, libera e sola, a farle compagnia solo la brezza marina, il vento tra i capelli e il rumore del motore. Sognare era l'unica cosa che la faceva stare davvero bene.
Ad un tratto tornò alla reltà, il suo sesto senso la stava chiamando ed ecco infatti che dalla vetrata vide una scena che la infastidiva, la infastidiva troppo: la sua Michiru in atteggiamenti dolci con un uomo.
Ma chi diavolo era quel maledetto? come si permetteva di tenerle la mano? di accarezzarle i capelli? di abbracciarla? NO, era troppo.
"Calma Haruka, calma" si ripeteva in testa "non è niente, Michiru deve essere gentile con tutti, è la sua serata. Magari è un vecchio amico di infanzia, oppure è la persona che le deve firmare il contratto, basteranno due moine e lei avrà il suo lavoro. Sopporta, fallo per lei".
Non riusciva a distogliere lo sguardo da quella scena disgustosa, odiava quell'uomo, lo odiava a morte! Per questo era meglio non avvicinarsi nemmeno di un centimetro. Ogni particolare in più avrebbe fatto crescere esponenzialmente la sua rabbia.
Cercò di distrarsi come meglio poteva. Trovò una buona distrazione: dall'altra parte della sala c'erano due signorine che non passavano di certo inosservate. Cominciò a squadrarle dalla testa ai piedi "Belle ragazze" pensò, "magari quella scollatura è troppo eccessiva, i tacchi sono troppo alti, e poi quel trucco pesante... ma perchè si conciano tutte così? Di ragazze semplici ce ne sono davvero poche".
Per fortuna lei aveva trovato Michiru che era bella anche senza trucco, era slanciata anche senza tacchi eccessivi e anche vestita di stracci non avrebbe perso un minimo della sua eleganza.
Haruka sentì un presenza alla sua destra ed ecco che accanto a lei era apparsa Michiru con un sorrisino malizioso.
"Andiamo a casa?" le disse michiru con una finta aria scocciata.
"Tutto ok Michi?"
"Sì, tutto ok. Comunque potevi anche venirmi a salvare, quel provolone non mi mollava più".
Haruka finse di non capire "Cosa? qualcuno ti ha infastidita e non mi sono accorta di nulla?".
Non sapeva fingere bene tanto quanto Michi, anzi non sapeva fingere per niente.
World_shaking -
Memorie“Piove. Eppure è come se non riuscissi ad avvertirla; scivola su di me ed io non posso far nulla. E non voglio far nulla. Le campane che ho appena udito richiamano le persone alle proprie abitazioni, al calore ed agli affetti familiari, ma per me sono solo un rumore lontano, indistinto, confuso. Chiudo gli occhi e provo a concentrarmi su questa pioggia né fredda né calda, su questi rintocchi stonati e l’unica cosa che scorgo, come avvolto in una fitta coltre di nebbia, è quel viso, quegli occhi, quelle labbra. Un viso che la memoria mi ha strappato via ed è al tempo stesso così sconosciuto e familiare da sentirmi spezzata in due. Chi sono? Chi è?”
Appoggiata al muro di quel terrazzo, le spalle curve, coperte da una vestaglia rossa ormai inzuppata, Haruka alza tremante le mani strappando via la sottile e lunga benda che le cinge il capo. Torna la fitta alla testa. Le gambe cedono e lentamente scivola via da quel muro, giù, verso terra; le ginocchia si piegano schiacciate da un peso che non riesce più a sopportare. Poco distante da lei, la benda inesorabilmente affonda in quella piccola pozzanghera appena formatasi. E’ un attimo dopo, il buio.
“Quanto tempo è passato?Un’ora, un giorno, un mese. Forse un anno. Il sogno si confonde alla veglia ed il giorno si prende gioco di me, mostrandomi non il bagliore del sole bensì il chiarore di una luna limpida. Forse è solo un sogno. Eppure sembra così palpabile. Come se quella luna e la sua desolata superficie fossero in realtà qualcosa di concreto. Come se racchiudessero in loro il segreto di una splendida dimora dai tetti scintillanti. Che possa essere solo lucida follia? A questo punto sono giunta? Sono visioni di una folle o il ricordo di un destino di vitale importanza che è andato perso in me?
Le palpebre lentamente si schiudono, le pupille si contraggono proteggendosi da quell’insopportabile bagliore e, con ancora gli occhi socchiusi, lo sguardo vaga da una parte all’altra di quella stanza dalle pareti candide ma impersonali, sterili. Le duole il capo, nuovamente, e con insistenza le tempie pulsano, martellando a ritmo incalzante. E più cerca di ricordare il motivo per cui si trova distesa immobile in quel piccolo letto bianco, circondata da quelle pareti bianche, più il dolore si accresce, si intensifica, costringendola e richiudere le palpebre troppo stanche.
“ Odio questo letto, questa luce troppo bianca, i dottori che vanno e vengono controllando ogni mio movimento, le infermiere che sorridono con fare affabile. Odio queste rose poggiate sul comodino. No! Non le odio, ma fanno male. Lei arriva puntualmente ogni giorno, si siede vicino a me e aspetta. Aspetta che io le dica qualcosa, che torni alla mia mente lei, me e forse, forse, noi. Ecco! Piove. Forse non ha mai smesso, forse anche questa pioggia aspetta che io dica qualcosa, che ricordi qualcosa, ma io mi sento minuscola come singola goccia, ed ogni singola goccia è un barlume di me che scivola via.
L’orologio accanto a queste rose non mente e lei a breve sarà qui. Sento i suoi passi e la porta che si apre dolcemente. Soltanto lei può aprire la porta di un ospedale e fare in modo che quel lieve cigolio diventi magicamente un suono melodioso. Ed è tutto il giorno che attendo questa melodia. I suoi occhi mi scrutano attenti, e nel silenzio della stanza mi parlano spingendo la mia mente a scavare sempre più, alla ricerca di lei, di me, di noi. Il suo bacio è lieve, impercettibile; sfiora la mia fronte con una delicatezza tale da lasciarmi ogni volta senza fiato e dalle labbra seducenti e dolcissime, il suo profumo ed il suo calore recuperano un pezzo di me che credevo perduto.
Salvami mio angelo! Permettimi di ritrovarti ed una volta che le mie mani ti riconosceranno, ritroverò me.”
Nel silenzio della camera, le delicate note del violino riecheggiano nell’aria rievocando emozioni lontane, e come un richiamo solenne, lentamente la mente riconduce a se ogni singolo frammento perduto. Immerse ancora in quella struggente melodia, le labbra si schiudono, s’incontrano, si ritrovano e, nello stesso momento in cui il tepore delle lacrime rivela il suo volto, svanisce la nebbia e la pioggia, ormai cessata, cede il passo. E dalla finestra un primo timido raggio di sole.
NEPTUNE HOUSEReichan -
Una Giornata senza PreteseIl sole entrava dalla finestra irradiando la stanza di luce. Era una splendida giornata di inizio Marzo, uno di quei giorni in cui la natura ci avvisa che l’inverno stà finendo e che la primavera è alle porte. Un raggio di sole si poggiò sugli occhi chiusi di Michiru. La bella guerriera era ancora distesa sul letto, avvolta dalle coperte di flanella, in quello stato tra la veglia ed il sonno. Svegliata dai raggi del sole aprì gli occhi. In quel periodo era veramente stanca, tra i nuovi nemici che dovevano affrontare e la preparazione del concerto di beneficenza che doveva tenere fra una settimana, le poche ore di sonno non le permettevano di riposarsi come il suo corpo richiedeva.
Per fortuna che con lei però c’era Haruka. Senza di lei non avrebbe potuto affrontare nessuna cosa. Si voltò verso il lato dove dormiva il suo amore, ma con grande sorpresa di Michiru, Haruka non era accanto a lei.
“ Ma dov’è andata…?”pensò. Si alzò e andò in soggiorno, non c’era nessuno. Avvicinandosi al tavolo centrale trovò un messaggio di Setsuma e Hotaru” Siamo andate a scuola e in Laboratorio! Ci vediamo nel pomeriggio. Baci”. Ma di Haruka nessuna notizia! “ Dove sarà andata..? eppure lo sapeva che oggi avevo la mattina libera….volevo passare un po’ di tempo con lei…” Il volto di Michiru si rabbui. Un velo di tristezza comparve sul suo volto. Ma rimase lì soltanto per un secondo, lo sguardo fiero della ragazza ricomparve subito con una nuova idea.” Non posso sprecare un giorno libero! Vado a fare un giro!” . Si vestì con cura e uscì per strada. La giornata era meravigliosa, non c’era ancora caldo ma il sole anche se pallido riscaldava donando una sensazione di torpore. Voltato un angolo Michiru scorse Makoto e Minako. “Ciao ragazze! Come mai qui?” le due si guardarono in uno strano modo”stiamo facendo un giro Michirusan!!!”Disse Minako ridendo in modo imbarazzato. “Ma che dici Mina?” disse Makoto intervenendo,”Abbiamo un appuntamento Michiru…ci dispiace ma siamo già in ritardo…ciao!” e prendendo Minako per mano corse via.
Michiru rimase un minuto interdetta”Ma cosa avevano quelle due?? Sembravano impazzite!” e continuando a pensare all’incontro riprese a camminare. Ad un certo punto scorse tra la gente una testolina a forma di Odango che guardava una vetrina di un negozio di musica. “Guarda un po’! La principessa si intende di musica….” Pensò ridendo mentre si avvicinava. “Ciao Usa! Vuoi una mano per scegliere uno strumento?” Usagichan si voltò sconvolta e cadde a terra. “Michi-i-i-i-ru-ru!!!! Ahhaha! Ciao come stai??? Un aiuto dici…nono! Grazie devo correre…ciaooooooooo!!!!” e si allontanò sollevando un enorme nuvola di polvere!!! Michiru adesso era un più che sconvolta.
. “ ma sono tutti pazzi oggi??????Ed io che volevo solo passare una mattina rilassante insieme ad Haruka! Ma dove diavolo è andata? Io volevo stare con lei…..” Michiru si avviò al parco con un fare moggio moggio. Era triste e si sentiva sola, avrebbe voluto passare quel poco tempo libero con Haruka, ed invece era sola, in quel luogo così accogliente e romantico. Si sedette su di una panchina e rimase a guardarsi in giro. C’erano dei bambini che giocavano e una coppia di anziani che passeggiavano tenendosi per mano. Vedendo quella scena Michiru fu ancora più depressa, le sarebbe piaciuto essere li con Haruka a fantasticare sulla loro vita futura, quando sarebbero state in là con gli anni ma si sarebbero amate sempre allo stesso modo e Haruka sicuramente scherzando le avrebbe detto che quando la bellezza l’avrebbe lasciata lei si sarebbe trovata una dona più giovane. Michiru rise a questo possibile ricordo. Tra tutti gli impegni che entrambe avevano non c’era più il tempo di vivere quei momenti di quotidianità divertenti. “Haruka…”pensò Michiru con gli occhi che si facevano lucidi. Era stanca e triste e in quel momento l’unica persona che poteva risollevarla non era con lei.
Mentre era così persa tra i suoi pensieri due gatti con una strana voglia a forma di mezza luna uscirono da un cespuglio.
“Michirusan!” la chiamarono Luna e Artemis”Devi venire immediatamente al tempio di Rei! Dobbiamo fare una riunione d’emergenza! Presto, seguici!” E i due gatti corsero via. La ragazza con i capelli color del mare non ebbe neanche il tempo di riflettere su quello che stava succedendo e subito si mise a correre nella direzione dei due micini. Fece le scale del tempio tre gradini alla volta e arrivata sul selciato per se di vista i due messaggeri. Il tempio sembrava deserto, soltanto gli uccellini che cinguettavano sembravano gli unici esseri viventi ad esistere in quel posto.
“dove sono tutti? Non è possibile che io sia la prima ad essere arrivata!” Mentre pensava a questo iniziò a girare attorno all’edificio per andare nel giardino che c’era nel retro. Ma girato l’ultimo angolo una pioggia fittissima di coriandoli e stelle filanti la avvolse.
“BUON COMPLEANNO MICHIRUCHAN!!!!” C’erano tutti, Usagi e Mamoru, Amy, Rei, Makoto e Minako, Luna e Artemis, Setsuma e Hotaru con Chibiusa e infine davanti tutti quanti la sua Haruka.
Il suo compleanno. Con tutte le cose che aveva da fare, se ne era totalmente scordato. Una lacrima iniziò a scendere dai suoi occhi e un sorriso di felicità le spuntò sul volto, le persone a cui voleva bene erano tutte li per lei.
Haruka si avvicinò a Michiru e la abbracciò teneramente “ Buon Compleanno Amore mio!”le disse baciandola in fronte.
°°°Aeria_Kaioh°°° -
Un invito, mille speranze!La pioggia batteva forte sui vetri. Dalla finestra della sua stanza, Michiru fissava il vuoto, mentre la sua mente era invasa da pensieri. Il giorno prima, grazie alla sua amica Elsa Gray, aveva finalmente conosciuto Haruka Tenoh, la ragazza che costantemente appariva nelle sue visioni ed alla quale, come lei, era stata affidata un’importante missione: proteggere l’umanità e salvare la Terra. Michiru, quel giorno, aveva provato ad avvicinarla, chiedendole di posare per un suo quadro, ma Haruka, dopo averle risposto di non essere un soggetto interessante, si era allontanata.
Quel rifiuto l’aveva ferita profondamente e la pioggia di quel giorno esprimeva pienamente l’immenso dolore che la ragazza provava.
Quando aveva iniziato ad avere le visioni sul silenzio e sul caos che avrebbero distrutto il suo pianeta, infatti, Michiru era rimasta sconvolta e spaventata, ma dopo aver scoperto che al suo fianco avrebbe combattuto un’altra guerriera, si era sentita sollevata. Lei, ragazza riservata che viveva nel suo mondo e che raramente apriva il suo cuore a qualcuno, sperava di trovare in Haruka colei che l’avrebbe salvata dalla sua solitudine e che con la sua presenza avrebbe potuto donare luce alla sua vita grigia. Aveva nutrito moltissime aspettative per quell’incontro ed il fatto che si fosse concluso nel peggiore dei modi le faceva provare un forte dolore al cuore.
Dai suoi occhi iniziarono a sgorgare delle lacrime e dopo essersele asciugate, pensò ad alta voce: “Sono stata una stupida… All’idea che non sarei stata più sola mi sono sentita davvero felice, ma in realtà la mia è stata solo un’illusione. Però non posso farci nulla… è più forte di me… vorrei davvero che la mia situazione possa cambiare”.
Dopo aver detto questo, smise di guardare fuori dalla finestra e lanciò un’occhiata al suo violino. Quello strumento era l’unico che al mondo potesse capirla e per Michiru suonarlo non significava solo sfogarsi, ma anche estraniarsi dalla realtà, senza pensare a nulla.
Così lo prese ed iniziò a suonarlo, intonando una bellissima e malinconica melodia. Tra qualche giorno avrebbe dato un concerto su una nave lussuosa e voleva essere pronta per affrontarlo alla grande.
Ma ad un tratto Michiru si fermò, interrompendo quel magnifico susseguirsi di note che aveva invaso la stanza. “E se invitassi Haruka al concerto? Forse potrei avere un’altra occasione di parlarle…” dopo aver pensato questo, ripose il violino nella sua custodia e dal cassetto della scrivania estrasse il blocchetto degli inviti per il concerto, prendendone uno. Lo fissò per un attimo, lo mise in cartella e pensò “Intanto lo metto qui… domani ci penserò un po’ su e se mi sarò convinta, glielo consegnerò. Ora è meglio che mi metta a studiare”. Così aprì il libro di letteratura ed iniziò a ripetere a voce alta.
Durante la notte, Michiru ripensò all’invito e decise che anziché consegnarlo ad Haruka personalmente, a ricreazione, sarebbe andata nella sua classe e glielo avrebbe lasciato sul banco; sperando ovviamente che a quell’ora Haruka non si trovasse in classe. Assorta in questi pensieri, la ragazza si addormentò.
Il giorno seguente, Michiru fece come aveva deciso. Entrata nella classe di Haruka a ricreazione, fortunatamente, la trovò vuota, così si avviò verso il suo banco e tenendo fra le mani l’invito pensò: “Spero che questo possa davvero servire a qualcosa… in questo pezzo di carta sono racchiuse tutte le mie speranze”. Così posò il biglietto sopra ad un quaderno che si trovava lì, ed uscì rapidamente dalla classe.
Il cuore le batteva all’impazzata, ma cercò di calmarsi. Non aveva ripensamenti; nella sua mente, così affollata da speranze e aspettative, non c’era più spazio per nessun altro pensiero.
Così si avviò verso la sua classe, fiduciosa. Mentre camminava, guardando dalle finestre notò che fuori era una splendida giornata.
Alto nel cielo, il sole era tornato a splendere...
Sailor Neptuno -
La musica nasce dal cuoreMichiru e Haruka erano nel salotto di casa,la bionda si preparava ad uscire e sarebbe stata fuori tutto il giorno per provare la nuova auto che stava sviluppando. “Allora ci vediamo stasera…approfitterai della mia assenza?” chiese maliziosa “Mi piacerebbe-le rispose Michiru altrettanto maliziosa-ma me ne starò in casa tutto il giorno per lavorare alla mia nuova composizione…” “Ah si…per il concerto di domani…Vabbè,allora vado…ciao amore…” e le diede un bacio a fior di labbra.Appena Haruka fu uscita,Michiru sospirò pesantemente.Stare un giorno intero senza la sua adorata le dispiaceva molto,ma si rincuorò pensando che quella solitudine temporanea non sarebbe stata così brutta.Del resto tutte le sue attività preferite erano piuttosto solitarie:la musica,la pittura,il nuoto e per una volta,dopo tanto tempo,poteva dedicarcisi in santa pace.O almeno così credeva.Non fece in tempo a prendere il violino che bussarono alla porta:era Usagi,che voleva imparare a suonare il violino per fare una serenata al suo Mamoru e chi meglio di Michiru Kaiou,la talentuosa violinista,poteva darle delle lezioni?! ”Usagi sono lusingata,davvero…ma sono occupata…devo preparare una nuova composizione per il mio concerto e sono ancora in alto mare..!!” “Oh dai Michiruchan!!Solo tu mi puoi aiutare!!Tipregotipregotiprego!!”e la supplicò sgranando gli occhi. “Ok…va bene…”disse la violinista col tono di chi sapeva di essersi cacciata in un brutto guaio.Infatti Usagi era totalmente negata per la musica in generale e per il violino in particolare,così,dopo ore di inutili tentativi a dir poco strazianti,se ne andò sconfitta e Michiru tirò un sospiro di sollievo “Uff…mi ha fatto perdere un sacco di tempo..!!Povero violino mio…non ti lascerò mai più nelle sue mani,lo giuro!!”disse accarezzando amorevolmente il suo strumento,che era stato a dir poco oltraggiato dall’incapacità di Usagi.Si preparò allora ad eseguire le sue prove,senza in realtà sapere bene come comporre una nuova musica,quando fu interrotta,di nuovo,da una telefonata:era Rei,che le chiedeva di andare al Tempio per consultarsi con lei riguardo alcune visioni.Non appena chiuse la telefonata,Michiru sbuffò vistosamente “Oggi non mi riesce proprio di suonare…e il concerto è appena domani!!-si portò le mani alla testa preoccupata-Ma il mio dovere di Senshi viene prima di tutto…perciò è meglio che vada da Rei..!!”dettò questo infilò la giacca e si diresse al Tempio.Tornò solo a sera inoltrata,tra l’altro senza ricavarne niente perché la sacerdotessa aveva avuto si delle visioni,ma erano troppo oscure per poterle decifrare,inoltre per strada aveva incontrato Setsuna e Hotaru che l’avevano trascinata a forza a casa loro e le avevano fatto perdere altro tempo.Morale della favola,ormai era sera e non aveva composto niente,tra l’altro nell’entrare in casa vide Haruka,appena uscita da una doccia rigenerante e con solo un’asciugamano indosso. “Ciao Haruka…” “Ehi ma dov’eri?Pensavo di trovarti in casa!!” “Lascia perdere guarda!!Ho avuto un sacco di contrattempi e non sono riuscita a comporre niente!!”le rispose sconsolata. “Mi dispiace…ma lo sai che sei proprio adorabile così imbronciata?!”le disse accarezzandole dolcemente il viso. “Si…lo so molto bene…”le rispose maliziosa e prese a baciarla prima con dolcezza,poi con un trasporto sempre maggiore,le tolse l’asciugamano e con uno sguardo che lasciava presagire meraviglie la invitò ad andare in camera da letto.Dopo un bel po’,Michiru lasciò la camera da letto per dirigersi in salotto.Indossava solo una camicia di Haruka,cosa che faceva molto spesso,si accomodò sul divano e prese a suonare una melodia stupenda:ora delicata e armoniosa,ora passionale e avvincente;dopo poco Haruka la raggiunse,fermandosi sulla porta ad ascoltarla rapita.Solo quando terminò l’esecuzione si risvegliò da quell’incanto e le si avvicinò “Era stupenda amore……Ma non avevi detto di non aver composto niente?!” “Si infatti…mi è venuta ora,così,di getto…”le rispose compiaciuta. “Vedi?A volte ciò che non si fa in un giorno si risolve in 5 minuti…” “Già…ma più che il tempo credo mi mancasse la mia preziosa fonte d’ispirazione…” “Che sarebbe?!”chiese Haruka stupita. “Tu,amore mio…” e la baciò dolcemente.
SATURN HOUSESadmoon -
La morte è il mio donoHotaru era una ragazza di 22 anni ed era Sailor Saturn la guerriera della Distruzione e della Rinascita, da ben 6 anni combatteva contro nemici agguerriti che come intento avevano distruggere la terra o nel peggiore dei casi tutto l universo; lei sapeva sin da quando aveva accettato lo scettro per la trasformazione che un giorno avrebbe dovuto sacrificare la sua vita per salvare il mondo. Delle guerriere sailor era quella col potere più forte ma non ostentava questa realtà e aveva un ottimo rapporto con tutte specialmente con S. Pluto. Era una fredda notte di dicembre, Hotaru era a piedi in giro per Tokyo alla ricerca dei regali da fare alle sue amiche, sentì sa un vicolo venire un urlo maschile, si precipitò e vide un orribile mostro che stava aggredendo un giovane, lei senza esitazioni si trasformò e riuscì ad eliminare il mostro, il giovane aveva perso i sensi e lei, dopo essere tornata in Hotaru, lo aiutò a svegliarsi <<va tutto bene? Come ti senti?>> <<mi sento un po’ ammaccato, ma sto bene. Tu mi hai salvato?>> <<ho sentito un urlo e quando sono arrivata il tuo aggressore è fuggito>> <<non era un aggressore era un mostro>> <<davvero? Col buio non l ho visto bene, comunque io sono Hotaru Tomoe piacere>> <<io sono Nahoito Ueto, posso invitarti a cena per sdebitarmi?>> <<non c è bisogno ma ti ringrazio lo stesso>> <<ti lascio il mio biglietto da visita, lavoro come direttore in una banca>> <<io sono infermiera, ecco il mio biglietto>> <<spero di rivederti Hotaru>>. Il giorno dopo Hotaru avìndò a fare colazione con Setsuna e Makoto e raccontò loro quanto accaduto la sera prima <<ma sei proprio ingenua Hotaru! Perciò salvi un bel ragazzo e rifiuti il suo invito a cena?>> <<makoto non esagerare! avrà avuto i suoi motivi per rifiutare>< <<esatto, non posso legarmi a nessuno, ammetto che quel ragazzo era proprio bello, sguardo profondo, sulla trentina e lavora in banca però ciò andrebbe bene per un'altra non per me…>>; Makoto dovette andar via prima e rimasero Setsuan e Hotaru da sole <<andiamo a fare quattro passi?>> <<si Hotaru>> <<dimmi ciò che pensi davvero>> <<tu sei l unica che sa la verità, un giorno dovrò dare la vita per salvare il mondo e non voglio lasciarmi dietro un uomo che soffrirebbe per me>> <<capisco Hotaru però anche tu hai il diritto di essere felice a maggior ragione che un giorno tutto finirà>> <<si ma è meglio così Setsuna, adesso ti saluto devo andare in ospedale>> <<ciao allora>>. Verso la fine del suo turno Hotaru trovò Nahoito ad aspettarle nella hall dell ospedale <<ciao ti stavo aspettando>> <<nahoito?>> <<posso invitarti a cena? Una pizza?>> <<ok, dai io ho finito possiamo andare>>; quella fu la prima di tante serate che i due passarono insieme e tra loro nacque una bella storia d amore però Hotaru manteneva il segreto sulla sua missione. <<dovresti dirglielo Hotaru, si insospettirà per tutte le volte che siete insieme e all improvviso una di noi ti chiama e tu vai via>> <<lo so Amy però non voglio mettere la sua vita in pericolo, chi sa che siamo le guerriere sailor può finire nei guai>> <<e’ vero però…>> <<però niente Amy è meglio così>>. Erano passati otto mesi, Hotaru sentiva che stava per arrivare il momento della fine, ne parlò con Setsuna <<il nemico con cui stiamo lottando è troppo forte Sailor Moon non lo può sconfiggere, è arrivato il momento che sia io a farlo fuori>> <<sei sicura?>> <<si, questa sera darò il mio addio a Nahoito e andrò a eliminarlo >> <<andrai sola?>> <<si tieni fuori le altre da questa storia>> <<ok>>. <<hotaru ti piace questo locale?>> <<si, ho intenzione di andare a cantare una canzone>> <<bene, dopo lo faccio anch io te ne dedicherò una bellissima>> <<nahoito ricorda sempre che ti amo>>, Hotaru andò a cantare “Anche se saremo distanti tu sarai sempre il mio eterno amore e un dì passassero giorni, mesi o anni ci ritroveremo” mentre diceva queste parole delle lacrime rigarono il suo bel viso e finita la canzone scappò via; Nahoito capì che era un addio e la rincorse, Hotaru era nel centro di uno spiazzo aperto adibito a parcheggio <<avanti VIENI FUORI MOEBIUS È LA RESA DEI CONTI>> Moebius venì fuori da una nube di luce e Hotaru si trasformò, nahoito era giunto da poco e vide la sua trasformazione << Adesso ti distruggerò>> <<saturn sai bene che distruggendo me anche tu morirai?>> <<lo so ma la Morte è il mio Dono per il bene del mondo, ho sempre saputo che un giorno avrei dovuto sacrificare la mia vita per la mia missione>> <<no non farlo>> disse Nahoito e lei si girò verso lui <<amore mio mi dispiace ma un giorno lassù ci ritroveremo>> mentre parlava Moebius la ferì e lei Distruzione di Saturno Azione!>>, entrambi vennero risucchiati in un vortice nero e così Hotaru morì…
Eli Star L'incubo
La ragazza si strinse nella giacca nuova, regalo della sua amica Chibiusa, che la proteggeva dal freddo notturno, si guardò intorno inquieta, attentamente scrutava da una parte all'altra della strada, così poco illuminata.
Il rumore dei tacchi rimbombava in modo quasi sovrannaturale.
Sospirò, come per espellere l’ansia dal suo corpo. Scosse la testa e alzò gli occhi alla volta celeste: non c’era la luna.
Un miagolio in lontananza la fece rabbrividire, si rimproverò di essere una codarda.
Dopo quello che sembrava un lasso di tempo infinito finalmente raggiunse la sua casa.
Davanti la porta pregustò la dolcezza della torta infornata quel pomeriggio, il tiepido calore e il buon profumo che aleggiava nell’aria.
Estrasse le mani infreddolite dalle tasche e cercò la chiave nella sua borsa.
Il mazzo di chiavi le scivolò via, le dita erano irrigidite dalle basse temperature.
Mentre si chinò per raccoglierle, rivolse di sfuggita un'occhiata allo spiraglio tra lo stipite della porta e l'anta di legno. Si rialzò, si morse il labbro inferiore, in un sospetto davvero sinistro.
La porta era già stata aperta.
Che fosse entrata Chibiusa? Ma chi voleva prendere in giro? Cosa ci faceva la sua amica a quell’ora fuori di casa? No. Non era lei…e poi si erano appena salutate!!!
Cercava scusanti, appigli e inveiva contro chissà quale spirito solo per non ammettere di aver paura. Si era fatta suggestionare dal buio e dal silenzio di quella notte senza Luna.
Afferrò con coraggio la maniglia, l'abbassò: nulla, niente. Non c'era nessuno.
Poi un fruscio impercettibile, aria in movimento.
Gli occhi sgranati per notare ogni movimento.
-Non è divertente...ragazze...se questo è uno scherzo...-
Ovvio, erano le altre le artefici di quello scherzo…dovevano essere loro.
Entrò, curandosi di conservare la via di fuga verso l'esterno. Solo per sicurezza, una precauzione, sesto senso.
Guardò verso le scale: nessuno. Alle sue spalle la serratura si richiuse con uno scatto sonoro, l'eco si disperse. Hotaru non osò muoversi, non azzardò, non poteva farlo.
Era pietrificata, immobile, impotente in presenza di quella donna.
Perché lei aveva riconosciuto quegli occhi privi si sentimento.
Mistress 9.
No, era finita quell’era in cui il male aleggiava in lei…eppure lei era li, con quell’orribile visione. Di nuovo…questa volta però era sola…senza nessuno che la potesse aiutare.
Perché doveva finire così?! Sarebbe tornato tutto come prima? Senza speranza, senza amici…senza luce…ma lei la luce l’aveva vista!!! Non era stata un’illusione!!!
Era una luce tanto abbagliante da scacciare qualunque oscurità…anche quella dell’animo, la sua salvezza.
- Hotaru…Hotaru!!!
- ….Chibiusa…?
- Devi aver fatto un incubo!!! Parlavi nel sonno, sai? Va tutto bene?
- …sì!
La luce.
minako10 -
Una Giornata StranaHotaru vi racconta la giornata più bella che le sia capitata
Ciao sono Hotaru Tomoe, vi ricordate di me?
Si, si, lo so non potete dimenticarmi.
Volevo raccontarvi una storia. Una vicenda che mi è capitata in una giornata tranquilla poi divenuta alquanto strana..
"Quel giorno mi ero messa d'acccordo con la mia piccola amica Chibi-Usa per incontrarci dopo la scuola. Ero così emozionata, finalmente avevo un'amica con cui parlare.
La stavo aspettando vicino alla fermata dell'autobus ero emozionata e agitata, certo non era la prima volta che uscivamo insieme ma eravamo sole e non sapevo cosa potevamo fare...
"Hotaru!!! Hotaru!! Hotaru-chan!!"
Una voce mi distrasse dai miei pensieri. Era Chibi-Usa.
Chibi-Usa:"Hotaru..sei venuta..meno male..ho fatto una corsa per venir fin qui..avevo paura che avessi cambiato idea."Mentre mi parlava si fermava per prendere aria, la corsa l'aveva proprio sfinita. Sorrisi alla sua affermazione, era sempre tenerissima. Per niente al mondo avrei rinunciato a passare una intera giornata con lei. Glielo dissi ed i suoi occhi sorrisero gioiosi.
In quel momento vidi gli occhi di Chibi-usa illuminarsi, quel suo sguardo mi fece capire quanta felicità provavo nello stare insieme a Lei
...
Chibi-Usa mi prese per mano e iniziammo a camminare, perplessa le chiesi dove stessimo andando.Chibi-Usa:"Lo vedrai."
Andammo in giro per le vie del centro a guradare le vetrine dei negozi. Io mi fermai a guardare un'abito, color lavanda, con le maniche lunghe che si aprivano ai polsi, con tutto un "fru-fru"decorato con pizzi, aveva il collo a "V", e scendeva giù fin sotto ai piedi, coprendoli del tutto. Chibi-Usa invece era intenta a contarsi gli Yen che aveva con sè, voleva fare un regalo a sua madre. Aveva visto un paio di scarpette rosa, in raso con un bel fiocco, ma la poverina dovette rinunciarci.
Ci allontanammo di poco, quando ad un tratto mi attirò una bancarella di una signora, che aveva un po' di tutto. Anelli, bracciali, spille,anche qualche strano cappellino. Chibi-Usa ne provò uno che ancora adesso a pensarci riprendo a ridere come quel giorno. Le proteste di Chibi-Usa non si fecero attendere!
Chibi-Usa:" Bè...cosa c'è da ridere cosi tanto? Sto così male?" Tra una risata e l'altra, riuscii a risponderle.
Hotaru:" Chibi-Usa..non sei te..è solo che quel cappello.."
Chibi-Usa:" Continua, continua, questo cappello cosa?" Riuscendo a placare le mie risate riuscii a risponderle.
Hotaru:" Scusami tanto Chibi-Usa, ma quel cappello non ti dona...hai i tuoi bei codini è un peccato coprirli con un cappello così."
Volete sapere com'era fatto questo cappello? Ancora lo ricordo... era di un colore verde oliva, con piume sgargianti di ogni colore che spiccavano dalla sua enorme punta. Avete presente il sombrero? Ecco una roba del genere, con piume colorate, frutta di ogni tipo... e VERDE!!! Come un'Oliva....NO NO..mai e poi mai una cosa come quella si sarebbe poggiata sulla testa della mia amica.
All'improviso il mio sguardo fu rapito da uno strano sbrilluccichio, quasi accecante, sembrava di vedere la luce potente del Cristallo d'argento e non riuscii a nascondere il mio stupore...Hotaru:"Oh ma è bellissimo!!"
Chibi-Usa:" Hotaru questo bracciale è stupendo!!!Guarda sono due! Prendiamolo uguale!!!" Non sapevo se potevo permettermelo ma Chibi-Usa ormai era partita in quarta a parlare con la proprietaria. Chibi-Usa:" Scusi signora quanto costa questo bracciale? Questo con tutti questi bellissimi cuorini e stelline..brilla che è una meraviglia..sono brillanti?" La Signora rispose immediatamente al richiamo di Chibi-Usa
Signora:" Vediamo...oooooh..ottima scelta ragazze.
Mi sono rimasti guardacaso solo quei due..e ve li vendo entrambi al prezzo di uno..." Non riuscimmo trattenere la nostra meraviglia ed esordimmo entrambe con un "Che cosa?" quasi urlato.
Chibi-Usa:" A quanto Signora...volevo dire...ehm.."
Signora:"uhuhuh..sei proprio una ragazzina buffa..facciamo così te lo vendo la metà se mi fai un favore.." Stavolta fui io a non trattenere la mia curiosità..Hotaru:"Un favore? Di che genere?"
Signora:"Vedete, io abito da sola, non ho mai provato la gioia di andare in giro come voi giovani, neanche quando avevo la vostra età...mi stavo chiedendo se prendevate il mio posto per tutto il pomeriggio...così che io possa andare a fare un giro. Se voi giovani fanciulle, mi fareste questo bel piacere, anche se è una cosa un po' strana , in cambio,però vi darò un bracciale gratis e l'altro ve lo faro pagare solo.. 150 yen"
Era una proposta alquanto inaspettata, Chibi-Usa sembrava più interessata alla faccia di Usagi, quando tornati a casa le avrebbe messo gli occhi addosso al braccialetto...io non ero molto convinta. Non ho un bel rapporto con le altre persone, non riesco ad avere un dialogo, probabilmente a causa della mia timidezza e riservatezza. Solo con Chibi-Usa riesco a esprimermi al meglio..per cui mi fu difficile immaginarmi tutto il pomeriggio come negoziante.
Chibi-Usa:"Dai Hotaru-chan sarà una esperienza nuova per entrambe e poi un buon allenamento per te..non trovi?" Hotaru:"Non so Chibi-Usa, io...non saprei.." Chibi-Usa:"Sono sicura che ce la puoi fare!! Io mi fido di te Hotaru!!!" In quel momento una scarica di adrenalina mi pervase per tutto il corpo, sentii un grande calore e senza che me ne accorgessi...accettai..
Hotaru:" Certo Signora le daremo una mano più che volentieri!"
La Signora si alzo per mostrarci alcuni articoli.La mia attenzione fu rapita da una lampada in ottone da comò con la campana color del cielo e raffigurate le costellazioni e i pianeti, era bellissima, notai Chibi-Usa che aveva già accalappiato una giovane coppia e gli stava proponendo un paio di anelli, ero stupefatta..poi senti qualcuno che mi chiedeva il costo di una bambola, era una bimba..Bimba:"Mi scusi...cignoina..quella bamboa quanto cotta?" Le sorrisi e risposi
Hotaru:"Oh ciao piccolina, dici questa? Vediamo...viene 25 yen..."
Bimba:"E' motto bella veo? La mia mamma ha detto che mi egala una bamboa pecchè sono stata bava oggi...."Mi rispose tutta contenta
Hotaru:"Allora di alla tua mamma, che solo per oggi ci sono dei prezzi favolosi e se vuole prendere anche qualcosa per lei di sceglierla pure."
La madre della bimba si avvicino prese una borsetta, la bambola per la sua bimba poi mi guardo e con un dolce sorriso, mi pago il dovuto e mentre si allontanavano la bimba continuava a salutarmi.
Rimasi lì, ferma con lo sguardo fisso sulle due figure finchè non sparirono. La mano e il braccio erano ancora alzate a salutarle.. "Click"..Il rumore dello scatto di una fotografia e poi la voce di Chibiusa! Chibi-Usa:"Avevi la faccia così limpida e serena, ho pensato di immortararla...poi te le faro vedere" Ancora incredula dissi:"Veramente...io...non ci crederai ma ho appena venduto a una signora degli oggetti e a prezzo pieno.."
Chibi-Usa:"Dai Hotaru mettiamocela tutta!!"
Orologi, anelli,lampade, cappellini, vendemmo un po' di tutto, mi divertii molto,ogni tanto guardavo se la lampada che avevo notato c'era ancora, eh si era ancora lì. Solo nel tardo pomeriggio la Signora torno, tutta contenta.
Signora:"Allora mie belle fanciulle come è andata la giornata?" Ero ancora un pò nervosa... per fortuna che Chibiusa era lì con me!
Hotaru:"Bhè..Signora.. è andata...bhè diciamo bene..."
Chibi-Usa:"Oh si, è stato uno spasso!! Magari la prossima volta veniamo qui con delle nostre amiche,cosi più siamo, più vendiamo.!!" E scoppiò in una grossa risata. Intanto la signora, come promesso passò ai nostri bracciali e non solo!
Signora:"Mi siete proprio simpatiche, e perchè no...venite pure quando volete.Adesso veniamo a noi...vediamo erano questi bracciali che vi interessavano vero?Chibi-Usa:"Si!Si! Erano proprio questi..."
Signora:"Bene allora, a te piccola coi codini...Chibi-Usa giusto?"
Chibi-Usa:"Si Signora.."
Signora:" A te questo bel bracciale te lo sei proprio meritato, in più visto che sei molto sorridente ti regalo questo ciondolo a forma di stella..cercavi un regalo per la tua mamma vero?" Eravamo sorprese
Chibi-Usa:"Grazie!!!! Ma lei come..."
Signora:"Niente domande bambina...mentre a te..Hotaru vero?
Il bracciale uguale alla tua amica, si vede che le vuoi veramente bene...ma ho visto che sei molto interessata a questo mio pezzo molto raro...questa lampada...te la regalo..la volevi vero?" Un po' intimorita risposi: "S..si Signora, la ringrazio molto..è un pensiero molto gentile. Ma .." Signora:" Suvvia non state li a guardarmi a quel modo, prendete e andate,sono io a dovervi ringraziare.
Mi avete aiutato a vivere una giornata diversa dal solito. Mi avete dimostrato che nel cuore delle persone c'è ancora amore verso il prossimo, vi ringrazio e vi auguro una buona giornata!" Non ci restava che ringraziare
Hotaru e Chibi-Usa:"Grazie!! E arrivederci!!"
Ci allontanammo di corsa e contente per quello che avevamo fatto. Rendere felice tante persone,ci porto a pensare di tornare lì una volta alla settimana,ad aiutare quella dolce signora, che ancora adesso ci stupisce scoprendo ogni nostro più piccolo pensiero.
...
Quella fu una giornata veramente strana ma molto divertente. Adesso però è arrivato il momento di salutarvi.
Un saluto a tutti dalla vostra Hotaru, alla prossima!!!
82futura82 -
Il Bacio della MorteNeve. Neve tutto attorno.
La città era ricoperta da un manto soffice color arancio per effetto del sole ormai morente. Tutto era avvolto in una drappo incantato nel parco cittadino.
Su di un’altalena stava una ragazza.
I lunghi capelli neri circondavano un ovale perlaceo. Gli occhi color ametista spiccavano come due gemme in quel viso da fata. Le labbra piegate in un’espressione triste.
La giovane si dondolava silenziosa. Lo sguardo perso in lontananza. Pensava. Cosa che ormai le capitava spesso nelle ultime tre settimane. Pensava a ciò che era capitato quel giorno. Il giorno in cui, per la prima volta in vita sua, aveva disubbidito al volere del Fato. Si era rifiutata di baciare un umano. Si era rifiutare di dare il bacio della Morte ad un semplice umano.
Non se ne accorse ma non era sola. Da lontano un uomo la osservava. Rapito. Estasiato. Incantato dalla sua bellezza. Voleva avvicinarsi ma non osava. Temeva di vederla andare via. Svanire nel nulla come era accaduto quel pomeriggio. Lui sapeva. Lei era venuta li per portarlo via.
No. Non poteva restare fermo immobile. Doveva raggiungerla.
Deciso, ma allo stesso tempo impaurito, avanzava verso Hotaru. Il bavero del cappotto sollevato. Gli occhi verdi fissi sulla figura della ragazza. Riuscì a compiere pochi passi poi si bloccò. Hotaru aveva sollevato il viso e lo fissava con occhi pieni di lacrime.
- Cosa vuoi? Va via.
La voce di lei era quasi un sussurro. Le lacrime scendevano copiose e lei non faceva nulla per trattenerle. Era distrutta. Lei lo aveva salvato e lui... le veniva incontro.
Ma l'uomo non era dello stesso avviso. La osservava colpevole.
No. Non poteva andarsene. Era li per affrontarla. Non si sarebbe fermato. Riprese la sua marcia.
La sua marcia funebre.
- Non andrò via. E tu non potrai fare nulla. Non questa volta Hotaru.
Le sue parole furono una stilettata al cuore per Hotaru. Ormai Akira era a pochi passi da lei. Si fronteggiavano. Solo pochi passi li dividevano. Due, forse tre.
Hotaru aveva lasciato l’altalena e guardava con occhi carichi di dolore Akira. Chinò il capo sconfitta. Non poteva reggere quegli occhi di giada. Non poteva reggere il suo sguardo. No. Non ne era capace.
- Va via. Ti prego.
La voce resa roca dalle lacrime mentre, ormai, tremava preda della disperazione. Fu un attimo. Si ritrovò stretta dalle braccia di lui e solo in quel porto sicuro riuscì a dare sfogo a tutto il suo dolore.
- Sai è strano. Ogni uomo sfugge la morte... io, al contrario, la inseguo.
A quelle parole la giovane alzò il viso e fissò Akira. Le labbra di lui erano atteggiate in un dolce sorriso mentre la guardava come se fosse stata l’essere più bello del creato. Le sue mani presto accarezzarono il suo viso portando via le tracce di lacrime.
- Hotaru... so chi sei ma non ho paura... so che devo morire. Ormai il mio tempo è arrivato. Continuare a vivere è una sofferenza. Per me e per te. La malattia... mi sta consumando. Se mi ami, se davvero mi ami come dici... allora esaudisci il mio desiderio. Regalami il bacio della Morte perché se la morte ha i tuoi occhi ed il tuo sorriso, se la morte ha il tuo profumo e la tua dolcezza, allora sono un uomo fortunato.
Era ferma. Immobile. Incapace di articolare una parola. Una semplice parola. Un sì. Un no. Non era capace di nulla. Allora fu lui a interrompere quello stato di immobilità chinandosi e baciando le labbra della donna che amava.
Dolci come il miele.
Soffici come la seta.
Delicate come una carezza.
Erano queste le labbra della Morte.
No.
Erano queste le labbra di Hotaru.
Quando si separarono lei gli regalò un dolce sorriso…
Poi fu solo il buio.
Hotaru Tomoe.
6 gennaio 1982 - 25 gennaio 2008
Nella morte ha trovato il suo ultimo atto d’amore.
16 giugno 2008
- Non so che dirle signor Akaruto. La sua guarigione ha dell'incredibile. Potremmo parlare di un miracolo. Il suo tumore è praticamente sparito. E' come se... come se non fosse mai stato malato.
Akira sorrise tristemente. Il medico si sbagliava, lui era stato davvero malato e soprattutto era stato davvero miracolato.
- No, si sbaglia dottor Kumikazewa. Il mio è un vero miracolo.
Così dicendo si alzò dalla poltrona ed uscì dallo studio del suo medico. Guardò fuori dalla finestra e chiuse gli occhi lascindosi baciare dai raggi del sole. Sorrise, come se quel sorriso fosse diretto al suo angelo dagli occhi color ametista...
PLUTO HOUSEvenus80Setsuna camminava per le strade della città e quasi senza accorgersene si ritrova davanti all’entrata del Crow Game Center. Decise di entrare e subito sentì la voce di Bunny e di Amy: “Noooo, ma perché non riesco mai a passare di livello?! Uffaaa Amyyyy dai aiutami!” “Mia cara Bunny devi farcela da sola, non posso suggerirti come passare ogni volta di livello altrimenti Moran si arrabbierà con me!” Setsuna si avvicinò alle ragazze e le salutò: “Buongiorno! Che succede Amy un altro capriccio della nostra Bunny?” entrambe sorrisero sotto i baffi e Bunny fece una di quelle smorfie buffissime che solo lei sa fare. “A proposito Setsuna ieri nell’edificio dove frequento il corso pomeridiano di doposcuola hanno pubblicato un volantino di un nuovo corso per designer e ho pensato subito a te!” “Hai fatto bene, grazie Amy corro subito a iscrivermi!” Setsuna non perse tempo, corse subito alla scuola pomeridiana dove si recava Amy e si iscrisse al corso, finalmente qualcosa di suo interesse! Prese informazioni presso la segreteria della scuola sull’insegnante, Takada Suichiro, era un famoso designer di Tokyo, Setsuna lo conosceva bene avevano la stessa età e frequentarono le scuole assieme, ma sicuramente Suichiro non si sarebbe ricordato di lei, almeno questo è quello che pensava!
Il pomeriggio successivo Setsuna era seduta in seconda fila, terzo banco dalla finestra e assieme agli altri aspettava l’entrata del giovane insegnante. Finalmente arrivò Suichiro con un blocco di fogli sotto braccio e la cartella sull’altra mano, si sedette e fece subito l’appello senza neanche guardare se ci fosse qualcuno in aula. Aveva un aspetto un po’ diverso da come se lo ricordava Setsuna, a scuola era un ragazzo estroverso, sempre pronto a combinarle qualche scherzo, ma anche sempre pronto a difenderla se qualche bambino la offendeva o la importunava. “Vi darò questo semplice test per verificare la vostra capacità iniziale, qualcuno di voi ha già frequentato altri corsi di designer?” L’unica ad alzare la mano fu Setsuna, lui la guardò brevemente, lo sguardo fermo e gelido fece quasi rabbrividire Setsuna che però non si scoraggiò, pensò solo che Soichy, così lo chiamava lei, non voleva darle confidenza in aula o metterla in imbarazzo davanti agli altri.
Setsuna tornò a casa con un gran mal di testa, non mangiò neppure e questo sembrò un po’ strano a Michiru, ma Haruka la tranquillizzò subito dicendole che probabilmente il corso non era così semplice come poteva aspettarsi.
Sono passati due mesi dall’inizio del corso, e finalmente era giunto il giorno dell’esame, Setsuna quel giorno decise di recarsi un po’ prima all’istituto, ora che il corso era finito voleva parlare con Suichiro di persona per chiedergli perché non l’aveva neanche mai salutata. Nel momento stesso in cui varcò il portone d’entrata vide Suichiro entrare in un’aula… “Soichy!” chiamò a gran voce, ma lui non si voltò, allora decise di seguirlo. Il suo istinto le disse che qualcosa non andava bene c’era una strana presenza nella scuola e lei sperava solo che il suo Suichiro non ne fosse vittima. Setsuna lo seguì e lo vide conversare con una studentessa, ad un certo punto lui cominciò ad avvicinarsi alla ragazza, non credeva ai suoi occhi, Suichiro baciò la studentessa sulle labbra, senza passione e senza alcun pudore, e nello stesso istante la ragazza svenne fra le sue braccia, diventando poi di pietra e rimpicciolendosi, a quel punto Suichiro prese la statuina e la pose all’interno della sua valigetta, lo spettacolo che vide Setsuna fu raccapricciante, era divisa in mensole e sopra erano esposte tante statuette di ragazze… vista la scena non ebbe nessuna esitazione e decise di trasformarsi: “Potere di Plutone! Vieni a me!” Nello stesso momento Suichiro si trasformò in un mostro, Setsuna non credeva ai suoi occhi! “Fermo dove sei! Plutone è il mio pianeta e io sono sailor pluto!” “Siii sailor pluto ti stavo aspettando! Sapevo che saresti caduta nella mia trappola! PALLA DI FUOCO ARDENTE!!!” quell’essere scagliò il suo colpo, sailor pluto non rimase lì ad aspettare e si protesse con il Garnet Ball, e riattaccò:” Dead Scream, azione!” riuscì a colpire un braccio del mostro, che infuriato le si scagliò contro:” ha ha ha credi di avermi battuto? Io sono Drakon il demone del fuoco!! Non riuscirai a sconfiggermi!” “Chronos Typhoon!”gridò Setsuna, Drakon venne colpito mortalmente e in quel momento arrivò sailor moon: “Non preoccuparti lo salveremo! Scettro di Super Sailor Moon entra in azione!” Il mostro venne colpito dalla luce dello scettro, e svanì nel nulla, rimase il corpo di Soichiro disteso a terra, svenuto, le statuine si ritrasformarono nelle studentesse scomparse e tutto tornò alla normalità.
Il giorno successivo Bunny e Luna in una via del centro vicino all’ospedale:”Per fortuna siamo riuscite ad aiutare l’amico di Setsuna non è vero Luna?” “Beh se aspettavi un altro po’ non so come sarebbe andata finire, povera Setsuna si è praticamente arrangiata tutto lei!” “Oh Luna a volte sei proprio cattiva con me!”
Un’altra smorfia sulla testolina buffa di Bunny, che corse in contro all’amica Setsuna all’uscita dell’ospedale abbracciandola forte!
RockingQueen -
MorteIl mio sogno è sempre stato quello di diventare un importante designer, e non mi mancava nulla per diventarlo,possedevo tutto…tutto tranne il tempo. Avrei voluto trovare l’amore e costruirmi una famiglia ed essere felice per sempre ma non fu questo il mio destino.
<mi ritrovo distesa a terra,immobile
Con un leggero sapore di sangue tra le labbra,
sento improvvisamente freddo,
divento lentamente priva di qualsiasi senso;
gli occhi appannati non mi danno la possibilità
di distinguere tutte le figure nere che mi stavano accanto,
non riuscivo a percepire nulla,solo dei sussurri,
voci di persone che conoscevo ed amavo.
Per un attimo decisi di lasciarmi andare,
chiusi gli occhi e immaginai con la mente i volti dei miei amici,
ma più mi sforzavo e più non riuscivo a ricordare
i loro sorrisi,il loro viso,i loro profumi,
tutti i momenti felici ma anche quelli tristi
proprio quei momenti durante i quali loro mi sono sempre rimaste accanto
mi hanno sempre confortata,mi hanno sempre convinto di essere una grande donna.>
“Setsuna!!!! Ti prego svegliati!!! Non ci lasciare!! Non MI lasciare!!!!”
“Hotaru ti prego abbiamo bisogno anche del tuo aiuto penseremo a lei dopo che avremmo vinto la battaglia….cerca di mantenere il controllo.”
“Ma io…Haruka io….”
“Forza non vuoi che Setsuna sia fiera di te? E allora alzati, smetti di piangere e dimostra quanto vali!!”
<mi sentii qualcosa di umido scendere dalla guancia,
una lacrima solitaria percorreva l’incavo dell’occhio
e scendeva sino alla guancia e poi al mento,
e continuava a scendere per poi posarsi a terra,
sul terreno umido e freddo.
Il mio barrito si fece più forte per soffocare le grida del dolore;
vorrei urlare,ma non posso
vorrei soffocare l’amore per qualcuno che non è mai esistito.
In fin dei conti meglio così,
non soffrirò più:
Infondo non è la fine,ma solo l’inizio.
Un giorno ci rivedremo.>
Gli occhi di Setsuna si chiusero per poi mai più riaprirsi.
*KiKi-chAn* -
AeternitasQuando ero una bambina il tempo mi ossessionava.
Ho sempre avuto paura che mi sfuggisse tra le mani,
che sfuggisse al mo controllo,
che non ne avessi abbastanza.
Volevo catturarlo, averlo, controllarlo, imprigionarlo.
Ora, per ironia della sorte, è lui che imprigiona me.
Rinchiusa nella sua gabbia dorata,
senza alcuna via di fuga.
Sono la sua custode eppure non posso usarlo a mio vantaggio in alcun modo:
non posso fermarlo, nè trattenerlo
se ci provassi renderei ancor più insopportabile la mia esistenza,
ma nemmeno così riuscirei a morire,
peggiorerei la mia condizione di staticità.
.Pu, vuoi sapere un mio desiderio?
.Dimmi, Piccola Lady.
.Da grande sarò una bella regina come la mamma, ma voglio essere anche la custode del tempo come te!
.Come mai questo desiderio, Piccola Lady?
.Perchè tu vivrai per sempre, sarai sempre bella e giovane, poi potrai vedere le vite di tutti: sei eterna!
.Non sempre questo è un vantaggio, Piccola Lady...
Non lo è mai stato...
Non ho mai voluto vivere per sempre.
Mai ho desiderato rimanere giovane.
Soprattutto non ho mai sperato di poter vedere lo scorrere delle vite felici dei miei amici scorrere sotto i miei immobili occhi,
seenza mai poterne fare veramente parte.
Ho visto l'unico uomo che abbia mai amato morire più volte sotto ai miei impotenti occhi,
non ho mai potuto dirgli ciò che provavo,
vincolata da un patto che ritenevo vantaggioso,
che ora mi imprigiona nella mia eternità.
Ho protetto tutte le regine susseguitesi nell'ombra,
come l'unica creatura che per me è stata come una figlia,
ma lei al contrario di me è più fortunata:
Può morire,
certo deve poi rinascere,
ma può morire,
riposarsi da questo mondo
non è immobile come me.
.Setsuna-kaa-chan, com'è la morte?
.Non lo so, Hotaru-chan... Mi dispiace...
.Come fai a non saperlo? Tu sei la regina dell'Ade!
.Mi dispiace, Hotaru-chan, questa è l'unica domanda a cui non so rispondere...
Ecco un'altra cosa ironica:
Io, la regina dell'Ade,
la signora degli inferi,
Non posso sedermi sul mio meritato trono.
Sono l'unica che mai scenderà nel regno dell'oscurità,
il mio regno,
la regina è la sola che non puòentrare nel suo regno.
Perchè?
Perchè sono imprigionata qui,
perchè ho fatto un patto con Chronos,
si era stancato dell'eternità e l'ha affibbiata a me,
ma lui poteva controllare il Tempo,
io no.
E rimarrò per sempre qui,
imprigionata,
nell'eternità.

"Elen sìla lúmenn’ omentielvo"
"Una stella brilla nell'ora del nostro incontro"
"To the Sea, to the Sea! The white gulls are crying,
The wind is blowing, and the white foam is flying.
West, west away, the round sun is falling.
Grey ship, grey ship, do you hear them calling.
The voices of my people that have gone before me?
I will leave, I will leave the woods that bore me;
For our days are ending and our years failing.
I will pass the wide waters lonely sailing.
Long are the waves on the Last Shore falling,
Sweet are the voices in the Lost Isle calling,
In Eressea, in Elvenhome that no man can discover,
Where the leaves fall not: land of my people for ever!"
Legolas (LOTR Libro VI, cap. 4)
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Vietato prelevarle dalla mia firma
senza il mio consenso!! ღ
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